1977-2017

1977-2017
RIBELLI CONTRO IL TEMPO

Testo di Valerio Monteventi

La grande nevicata del 26 novembre portò a dire, a molti editorialisti bolognesi, che il 1977 fu un anno terribile, non solo per le rivolte, ma pure per il freddo.

Caddero molti centimetri di neve nell’arco di 20 ore, e la città andò in black out, in particolare, rimasero bloccati dalla neve trentotto treni.

Fu un tilt generalizzato: saltarono le linee elettriche, l’erogazione dell’acqua, le antenne televisive; crollarono gli alberi; vennero chiuse le scuole; furono bloccati i servizi, niente posta, giornali e pane. Perfino diversi tetti crollarono.

In molti di quei ragazzi e di quelle ragazze che vedete nelle foto si comprarono una pala. Tanti di loro, nei mesi precedenti, avevano partecipato ai moti di piazza del marzo, ai cortei contro l’omicidio di Francesco e l’arresto dei compagni. A settembre avevano riempito le strade, le piazze e le sale di Bologna per la tre giorni del Convegno contro la Repressione.

Dopo la bufera di novembre, cercarono un ingaggio, qualche spicciolo per liberare la città dalla neve. In quella nevicata cominciarono a vedersi non solo i ghiaccioli delle gelate, ma anche il grande freddo della precarietà.

Nei giorni seguenti, tra le limitazioni del prefetto e le cattive condizioni climatiche, si fece ugualmente un corteo, gli slogan furono inventati proprio a partire dalle condizioni atmosferiche: “il PCI non è qui/ non sa andare sugli sci/ anzi no fa di più resta chiuso negli igloo”… “tutta questa neve/ porca vacca/ la manda giù Cossiga d’accordo con Bernacca”.